L'Esercito del Sole   MVNDO REFVLGET   REDDARMY RECORDS 2011   ZANNA MATTIAC KAPPAH REDDKAA
 
The hype.

E’ il 2003 quando ReddKaa riceve la telefonata di un celebre manager musicale milanese: “Congratulazioni!!!” “Uh, per cosa?” “Sei su Musica di Repubblica con i Madrac”. Curioso: l’album – ottimamente – recensito è “Technotitlan”, del 1999. Mucchio Selvaggio, Rumore, Groove recensiscono molto bene l’album successivo. L’unico che ha sentito in anteprima l’album nuovo è stato Enrico Veronese, di Blow Up. Questa la sua recensione.

Blow Up, recensione

Mancano ancora dieci giorni alla fine dell’anno e c’è modo ancora di ascoltare nuova musica convincente. Specie se cade nel solstizio d’inverno e se a tutti gli effetti è diventata oggetto del 2011: Madrac è qui, ora, serpente gonfio di novità sulla propria biografia e anche all’interno del panorama urban. “L’esercito del sole” sta per splendere dai ghiacci luminosi di Udine, naturalmente edito Reddarmy.

E’ un disco rap. E’ un disco elettronico. E’ un disco funk. E’ un disco pop. E’ un disco rock. E’ un disco in italiano. E’ un disco cantabile. E’ un disco da ballare. E’ un disco con una propria identità di band. E’ un disco pieno di ospiti di prestigio. E’ un disco che non si nasconde in quanto a contenuti. E’ un disco fresco e potente. E’ un disco ambizioso. E’ un disco orgogliosamente provinciale, dal Friuli agli States. E’ un disco di singoli potenziali. E’ un disco cui in Italia non siamo abituati. E’ un disco del quale ho già riferito, con le parole sottostanti, su Blow Up di novembre in anteprima.

“Il serpente cambia pelle. Ed esplode in tutto il suo fragore: i Madrac -serpente in friulano- dismettono le incertezze funk e la marilenghe del precedente lavoro per coltivare un’ambizione affascinante, quella di andare anche in Italia oltre l’hip hop, definendo un suono urban che mette assieme l’MC (azzeccato l’ingresso del giovane e dotato Zanna) con l’elettronica grassa, chitarre rock “importanti” e un attaccamento alla scena, trasformandosi da orgoglio locale a punto di riferimento. Ci credono, dopo aver coinvolto un parterre di ospiti che recita: Skerrit Bwoy il frontman di Major Lazer, Caparezza, Paolo Baldini degli Africa Unite, Primo Brown di Cor Veleno, perfino il coro gospel del Friuli VG… Mixato allo Studiobeat di Irko (collaboratore di Jay-Z, Jennifer Lopez, Kanye West) e masterizzato da Squarta, al pari di Dargen d’Amico “L’esercito del sole” affronta i contenuti più vari e imprevedibili da ogni cliché HH, la produzione è molto suonata e al tempo stesso utilizza bene i software sintetici. La scaletta inizia senza lampi ma poi il featuring di Caparezza sull’intolleranza (Normale) sterza verso il groove così come Davvero è una bella legnata black rock / crossover che piacerà ai fan dei TV On The Radio: non mancano le “chick-tunes”, dall’elettrificata Solo lei con i promettenti Smania Uagliuns alla radiofila Venerdì, sabato e domenica, prima di un finale in impetuoso crescendo, sparato idealmente da Miele e veleno che cresce con l’ignoranza, da volumi alti e da party, un trapano Shy Child e giù bastonate… La bomba di costruzione appartiene a Brucia, mancato successo estivo all’incalzare di “se ti rapissi e ti facessi mia giammai i media non darebbero prime time (…) sogni di gloria e di jetset bye bye, neanche su Sky” con tre sezioni evidenti di valore aggiunto; spinge la strofa di Io non ho paura, forte di bassi e assai remixabile, spaccano i bleep drogati e il flow convincente diRicomincio da me, prima dell’apoteosi del singolo per il mercato internazionale, Atlantica, un bolo di Brasile e disco’70, house e metropoli interpretato da Skerrit Bwoy e pronto per i dancefloor del mondo. Non paga dei consensi attorno alle precedenti release -Mole, Carnicats, Railster- con “L’esercito del sole” ReddArmy si pone a modello gestionale e operativo per tutti coloro, e sono tanti, che nell’amare la forma pretendono qualcosa in più dagli argomenti, consapevoli che guardarsi l’ombelico non soddisfa alcun senso mentre fuori c’è un mondo (che aspetta di essere) sconvolto da musiche nuove.”

Enrico Veronese, Blow Up. Voto:8